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loghino

COMUNICATO STAMPA

Terreni abbandonati come opportunità di lavoro per i giovani. Presentato a Fivizzano “La Banca della terra” misura del progetto regionale Giovanisì. Il Presidente della Commissione Agricoltura Loris Rossetti: “Si recuperano aree improduttive aumentando la sIcurezza idrogeologica e si creano nuovi posti di lavoro”.

Fivizzano, 4 Febbraio 2015

In una provincia con elevato rischio idrogeologico e un tasso di disoccupazione alle stelle il progetto potrebbe rivelarsi molto prezioso: “La Banca della Terra” ha l’obiettivo di recuperare le terre incolte e abbandonate e farle diventare un’opportunità di lavoro per decine di giovani che scelgono di fare gli agricoltori e non hanno i mezzi per farlo. Per questo il progetto, che è stato illustrato ieri mattina ai sindaci della provincia di Massa-Carrara nella sala consiliare del Comune di Fivizzano dal Presidente Regionale della Commissione Agricoltura Loris Rossetti, dal direttore “Terre Regionali Toscane” Claudio Del Re e dal Presidente del Parco Nazionale dell’Appennino toscoemiliano Fausto Giovannelli, è entrato ufficialmente a far parte delle misure di Giovanisì della Regione Toscana.

La disciplina dei terreni abbandonati o incolti è stata reintrodotta nell’ordinamento regionale toscano con la legge regionale 27 dicembre 2012 n.80 (Trasformazione dell’ente Azienda regionale agricola di Alberese in ente Terre Regionali Toscane) attraverso un emendamento voluto dal consigliere Loris Rossetti e poi condiviso da tutta la Commissione. Tra le funzioni del nuovo ente c’è la gestione della banca della terra: un progetto che prevede di censire le migliaia di ettari di campi abbandonati (pubblici e privati) da mettere a disposizione, a canoni concordati, ai tanti agricoltori senza terreni da coltivare.

Una volta scattata la fotografia del territorio a disposizione la banca della terra provvederà all’assegnazione: avranno priorità i coltivatori diretti più giovani ed il canone d’affitto sarà stabilito dall’ente Terre regionali toscane. “I risultati saranno molteplici – ha spiegato ieri mattina il Presidente della Commissione agricoltura Loris Rossetti – da una parte si rimetteranno in attività aree rimaste improduttive, si creeranno posti di lavoro e si curerà di più la stabilità dei terreni incrementando i livelli di sicurezza idraulica ed idrogeologica del nostro territorio”.

L’iniziativa della Toscana è stata già seguita da altre regioni e sta portando nel territorio regionale buoni risultati: sono stati pubblicati diversi bandi e in alcune realtà assegnati terreni.

Tra poco, grazie alla Convenzione stipulata con il Parco dell’Appennino tosco emiliano, il progetto partirà anche nella provincia di Massa Carrara e Garfagnana: i comuni dovranno censire i terreni pubblici che abbiano determinati requisiti per essere considerati incolti e abbandonati che poi la “banca della terra” provvederà ad assegnare. Anche i privati potranno segnalare i propri terreni facendo diventare la banca della terra anche un utile strumento di incontro tra domanda e offerta.

“Se questa sperimentazione avrà successo – ha detto ancora Rossetti – avremmo contenuto il degrado ambientale, salvaguardato il suolo, avvicinato i giovani e soprattutto sarà riconosciuto il valore della terra come bene da tutelare e come opportunità di lavoro”.