Ambiente, Oltre L'emergenza
Massa Carrara, Marzo 2011

AMBIENTE , OLTRE L'EMERGENZA.

I Luttuosi eventi dell'autunno scorso, connessi agli eventi franosi che hanno caratterizzato il territorio provinciale, hanno profondamente scosso le nostre comunità ed hanno reso evidente come il dissesto idrogeologico che caratterizza la nostra provincia abbia ormai assunto proporzioni inaccettabili e presupponga una decisa azione che non si limiti alla gestione delle emergenze o al mero rispetto delle normative vigenti, ma che divenga uno dei pilastri di ogni politica di governo nell'alveo della promozione dello sviluppo sostenibile. Il bisogno assoluto di sicurezza per la cittadinanza quanto l'esaurirsi di modelli di utilizzo del territorio, ormai insostenibili, che consideravano l'ambiente “res nullius” e inefficienti rispetto alle conseguenze dei cambiamenti climatici che caratterizzano i nostri tempi, obbligano l'operatore pubblico a dare un nuovo corso alle politiche pubbliche ed ai comportamenti privati che pongano al primo posto la qualità ambientale. Qualità da non intendersi come mero vincolo, ma come ineludibile necessità ed al contempo guida ed occasione di crescita economica e sviluppo civile  delle nostre comunità. Nel corso di questi anni molto si è compiuto in tale direzione, in particolar modo nell'ambito della Regione Toscana le iniziative legislative e le azioni di governo, nonostante le sempre più scarse risorse disponibili e un governo latitante su tali problematiche, hanno creato in tal senso strumenti ed esperienze di straordinaria importanza, su cui è possibile far maturare anche nella nostra provincia un auspicabile quanto necessario salto di qualità nel governo del territorio e degli ecosistemi che lo caratterizzano. Con tale consapevolezza il PD di Massa Carrara intende avviare un nuovo corso delle politiche ambientali inerenti il governo del territorio e gli assetti idrogeologici. La chiave di volta del nuovo corso auspicato è da realizzarsi attraverso diffuse politiche partecipative che consentano di superare la nozione di messa in sicurezza del territorio quale mera azione ascrivibile ai cosiddetti “lavori pubblici ”per divenire una modalità fondamentale , in forma preventiva, della gestione del territorio, intrecciata ad altre azioni quali, tra le altre, la sicurezza sismica o la riqualificazione paesistica o l'erosione marina. Lo sviluppo sostenibile del territorio infatti non può sussistere se non come la risultante di un complesso di specifiche politiche che valorizzino la gestione ambientale in termini proattivi che, oltre al vincolo quando necessario, definiscano gli usi delle risorse territoriali ed impatti ammissibili delle attività in modo da promuovere e sostenere un nuovo rapporto tra società ed ambiente naturale, in grado di favorire lo sviluppo di nuove economie e qualificata occupazione. D'altronde anche la crisi della spesa pubblica e l'impoverimento dei bilanci pubblici, in parte dovuta a miopia del governo nazionale, in parte ad un crescente fabbisogno, obbliga ad adottare nuove politiche che,  insieme alla cultura della prevenzione dei dissesti ambientali  unisca una valorizzazione in più direzioni, delle risorse territoriali esistenti. In tale quadro , ad esempio agricoltura, forestazione, turismo costituiscono una triade inscindibile cosi come il governo della crescita urbana e della sua “forma” non può separarsi dal più generale governo del ciclo delle acque e del verde urbano. In tale quadro ed a partire dal   presente documento il PD di Massa Carrara intende aprire un dibattito tra la popolazione, un confronto con i soggetti della società civile e della politica per avviare scelte concrete ed azioni coerenti, attraverso i propri amministratori, nelle istituzioni locali. Ciò a partire da alcuni temi ritenuti a tal fine prioritari:

-la prima questione che si pone è costituita dalla gestione dei fondi ad oggi disponibili o di prossima disponibilità sia sul piano locale che regionale e nazionale. Non sfugge ad alcuno che essendo questi comunque scarsi rispetto ai fabbisogni presenti il loro utilizzo dovrà, senza ombra alcuna,corrispondere al migliore utilizzo possibile sia per quanto attiene la gestione delle emergenze presenti in provincia che l'avvio di opere prevenzione e di mitigazione dei rischi potenziali. Ciò comporta un'attenta valutazione dell'ordine di priorità degli interventi che delle metodologie tecniche da utilizzarsi che dovranno essere appropriate ed efficienti secondo le più avanzate metodiche offerte dalla disciplina in materia. Ciò significa definire adeguati strumenti di valutazione e progettazione , strutture di coordinamento e di monitoraggio, anche sui costi oltrechè sulle priorità su cui intervenire. Occorrerà infine promuovere, nelle forme più opportune, politiche di coinvolgimento e partecipazione rispetto alle popolazioni coinvolte, le quali hanno pieno diritto di conoscere e contribuire alla determinazione degli ambienti determinanti la loro stessa vita.

-Da diverso tempo la normativa attinente l'assetto territoriale prevede l'individuazione delle diverse tipologie di rischio rispetto alle diverse situazioni geologiche ed idrogeologiche. Tali studi riguardano principalmente le forme dell'espansione urbana ed assai meno, anche per la loro “staticità”, le situazioni esistenti e gli impatti che la problematicità dei precari equilibri idrogeologici può determinare. In tal senso l'elaborazione di mappe di rischio e di strategie di prevenzione che guidino la gestione del sistema di attività (ciclo delle acque ,assetti pedologici), la manutenzione ed eventuale ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente ed il sistema infrastrutturale, i sistemi di protezione civile atti ad affrontare appropriatamente eventuali emergenze. Un elaborazione che aiuti anche a far sì che i territorio non venga riprodotto sempre secondo logiche aliene alle particolarità delle strutture ambientali che lo caratterizzano, ma che questo venga conformato anche secondo le compatibilità dell'ambiente ospitante e con tecniche appropriate e con costi sostenibili.

-Vi sono azioni di approfondimento conoscitivo e formativo da compiersi: sul piano conoscitivo occorre creare un sistema informativo e di monitoraggio costante delle trasformazioni territoriali al fine di vigilare su abusi o usi distorti sopratutto rispetto al reticolo idrografico delle pianure dove spesso le leggi già adottate all'inizio del novecento e tutt'ora in vigore sono spesso disattese anche dalle pubbliche amministrazioni. Allo stesso modo occorre approfondire la “lettura” del territorio  sia per quanto attiene le strutture idrogeologiche che botaniche al fine di orientare gli usi in termini ottimali anche dal punto di vista della prevenzione. Sul piano formativo poi occorre costruire una cultura diffusa dell'ambiente e delle sue problematiche con adeguata professionalizzazione degli operatori sia pubblici che privati rispetto alle più avanzate metodologie e tecnologie di gestione e d'intervento sull'ambiente. Tecnici pubblici, professionisti privati, sistema delle imprese, in particolare edili ed agricole, dovranno confrontarsi, organizzarsi e formarsi rispetto ai nuovi bisogni che emergono dalle nuove problematicità ambientali, innalzando la qualità complessiva dei sistemi atti alla loro gestione.

-Il compito più impegnativo comunque risulta costituito dall'adeguamento degli strumenti della pianificazione territoriale atti a presiedere la crescita urbana e le politiche di sviluppo sostenibile. Pur riservandoci opportuni approfondimenti in tal senso è comunque necessario in questa sede avanzare almeno due proposte:

1) revisione del PTC provinciale alla luce delle nuove problematiche emerse, approfondendo i temi della difesa idrogeologica, gli usi compatibili dei suoli, i criteri e le azioni fondamentali atte a sostenere lo sviluppo sostenibile della provincia, intesa anche quale occasione per avviare durature iniziative di “Green Economy”.

2)L'avvio di una verifica volontaria degli strumenti urbanistici dei diversi enti locali della provincia da attuarsi secondo metodologie tipo quella connessa alla VAS (valutazione ambientale strategica)  fondata anche sulla partecipazione della cittadinanza, al fine di verificarne l'adeguatezza rispetto alle questioni ambientali aperte e al contempo offrire indicazioni alla proposta revisione del PTC ed elaborare piani di bacino rispetto ai corsi d'acqua che li attraversano che confrontino le previsioni previste dai PAI con usi auspicati e degradi esistenti da recuperarsi.

-Quale azione fondamentale e proattiva ad una corretta gestione degli assetti ambientali alla prevenzione dovranno essere orientate in definiti “piani-obiettivo” risorse pubbliche e private che nelle loro finalità prevedano azioni di tutela degli assetti idrogeologici. Ci riferiamo in particolar modo a settori quale l'agricoltura (si pensi solo ai vigneti del Candia), la forestazione,l'allevamento, la gestione delle biomasse anche a fini energetici.

-Una nuova politica degli assetti ambientali non può in alcun modo prescindere da una verifica ed una eventuale revisione delle modalità di conduzione dell'attività estrattiva rispetto agli equilibri idrogeologici. Occorre ridefinire un nuovo “progetto marmi” che a differenza di quello promosso tre decenni orsono, teso alla crescita dell'estrazione, in questo caso dovrà essere rivolto alla qualità del materiale estratto, a una riduzione delle quantità, alla riqualificazione ambientale e allo sviluppo di tecnologie e modalità appropriate di escavazione compatibili con la salvaguardia degli equilibri idrogeologici ed atte a prevenirne i dissesti.

-Infine una corretta politica atta alla salvaguardia dal degrado delle risorse territoriali non può prescindere da una azione coordinata rispetto al tema dell'erosione costiera che non è certamente risolvibile solo in termini di lavori pubblici sempre più costosi quanto di efficacia limitata se non combinati ad una riconsiderazione delle modalità d'uso degli arenili anche alla luce della nuova norma Bolkenstein che per loro natura costituisco la fragile frontiera ecologica tra due ecosistemi: il terrestre ed il marino, dotati di una specificità che deve essere riconosciuta e valorizzata.

IL PD di Massa Carrara sulla base dei temi avanzati intende pertanto promuovere iniziative nel partito,tra la popolazione e le loro rappresentanze per giungere ad una definitiva piattaforma operativa atta a costruire politiche di prevenzione dal dissesto idrogeologico efficaci e sostenibili consapevoli che la messa in sicurezza del territorio costituisce il primo dovere di ogni amministrazione. In tal senso la direzione provinciale dà mandato al comitato esecutivo del partito di procedere in termini estesi alle necessarie consultazioni onde sviluppare e definire in termini ottimali quanto sopra esposto operando le necessarie sintesi ed allo stesso tempo da mandato agli amministratori democratici, ovunque impegnati, di rendersi protagonisti per l'attuazione di quanto definito nella presente risoluzione.



 

Il Segretario Provinciale Cesare Leri







 

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